lunedì 4 novembre 2013

Penso a voce alta. Ogni tanto appunto qualcosa per non dimenticarlo

Penso a voce alta. Ogni tanto appunto qualcosa per non dimenticarlo. Questo è il motivo che mi spinge a scrivere su questo blog. 
Mi direte: cosa ne fai di un blog personale nell'era di Facebook, Twitter, Google+, Linkedin e tanti altri social network? 
A dire il vero è da tempo che mi chiedo anche io se possa servire o meno. Non si può di certo pensare di iniziare a scrivere qualche migliaia di battute e di attirare l'attenzione su di sé. In una nuova realtà dove una moltitudine di persone - non tutte grazie a Dio - credono di essere al centro del mondo e vogliono a tutti i costi restarci, sprecando parte della loro esistenza in cerca di quanto di più ovvio e superficiale da condividere. Non è questo, sicuramente, il mio obiettivo. Non ho nemmeno individuato un argomento ben preciso da trattare: so, quindi, di andare contro la logica di un blog di successo.
Cercherò, invece, in primo luogo di utilizzare questo spazio per argomentare alcuni pensieri e riflessioni che abitualmente mi destano curiosità. Senza nessuna presunzione, ovviamente. 
Utilizzerò questo spazio per aggregare alcune attività (Laboratorio Polis, cito quella che negli ultimi mesi seguo in maniera più costante) che porto avanti, frutto di passione e di dedizione degli ultimi anni. Non mi dilungo oltre. 
Ps: sono sempre bene accetti consigli, ma soprattutto critiche costruttive.